Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Om. 33,1.2; PG 57,389-390)
Se saremo agnelli vinceremo, se lupi saremo vinti
Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se
saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se
diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell'aiuto del
pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli. Per questo se ne andrà e ti
lascerà solo, perché gli impedisci di manifestare la sua potenza.
È come se Cristo avesse detto: Non turbatevi per
il fatto che, mandandovi tra i lupi, io vi ordino di essere come agnelli e
colombe. Avrei potuto dirvi il contrario e risparmiarvi ogni sofferenza,
impedirvi di essere esposti come agnelli ai lupi e rendervi più forti dei
leoni. Ma è necessario che avvenga così, poiché questo vi rende più
gloriosi e manifesta la mia potenza. La stessa cosa diceva a Paolo: «Ti
basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesti pienamente nella
debolezza» (2 Cor 12,9). Sono io dunque che vi ho voluto così miti.
Per questo quando dice: «Vi mando come agnelli»
(Lc 10,3), vuol far capire che non devono abbattersi, perché sa bene che
con la loro mansuetudine saranno invincibili per tutti.
E volendo poi che i suoi discepoli agiscano
spontaneamente, per non sembrare che tutto derivi dalla grazia e non
credere di esser premiati senza alcun motivo, aggiunge: «Siate dunque
prudenti come serpenti e semplici come colombe» (Mt 10,16). Ma cosa può
fare la nostra prudenza, ci potrebbero obiettare, in mezzo a tanti
pericoli? Come potremo essere prudenti, quando siamo sbattuti da tante
tempeste? Cosa potrà fare un agnello con la prudenza quando viene
circondato da lupi feroci? Per quanto grande sia la semplicità di una
colomba, a che le gioverà quando sarà aggredita dagli avvoltoi? Certo, a
quegli animali non serve, ma a voi gioverà moltissimo.
E vediamo che genere di prudenza richieda: quella
«del serpente». Come il serpente abbandona tutto, anche il corpo, e non
si oppone pur di risparmiare il capo, così anche tu, pur di salvare la
fede, abbandona tutto, i beni, il corpo e la stessa vita.
La fede è come il capo e la radice. Conservando
questa, anche se perderai tutto, riconquisterai ogni cosa con maggiore
abbondanza. Ecco perché non ordina di essere solamente semplici o
solamente prudenti, ma unisce queste due qualità, in modo che diventino
virtù. Esige la prudenza del serpente, perché tu non riceva delle ferite
mortali, e la semplicità della colomba, perché non ti vendichi di chi ti
ingiuria e non allontani con la vendetta coloro che ti tendono insidie. A
nulla giova la prudenza senza la semplicità.
Nessuno pensi che questi comandamenti non si
possano praticare. Cristo conosce meglio di ogni altro la natura delle
cose. Sa bene che la violenza non si arrende alla violenza, ma alla
mansuetudine.
Responsorio Mt
10,16; Gv 12,36
R. Vi mando come pecore in mezzo ai
lupi, dice il Signore. * Siate prudenti come i serpenti e semplici come le
colombe.
V. Mentre avete la luce, credete
nella luce, per diventare figli della luce.
R. Siate prudenti come i serpenti e
semplici come le colombe.
giovedì 26 novembre 2020
Se saremo agnelli vinceremo, se lupi saremo vinti
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Hai mai sentito il bisogno di una Parola che illumina
-
Il Salmo 23 è uno dei passaggi più amati e significativi delle Scritture, che raffigura Dio come un pastore premuroso e attento. Queste pa...
Nessun commento:
Posta un commento